Gli Usa e il “Problema Nero”
La Storia della Divisione. La 92ª Divisione rappresenta una delle maggiori fonti di controversia nello sforzo bellico statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale. Tecnicamente, si è trattato di un ‘esperimento’ da parte dei militari per vedere se i ‘negri’ potevano combattere nella fanteria.
Tuttavia, la realtà storica è diversa. Le truppe di neri hanno combattuto per l’America fin dalle origini. Crispus Attacks, un afroamericano, è stato il primo a cadere nel Massacro di Boston del 1770. La nona e decima cavalleria, composte esclusivamente da uomini di colore, si sono fatte onore nei giorni della Frontiera e nella Guerra col Messico, guadagnandosi il nome di ‘Buffalo Soldiers’ da parte dei nativi americani che vedevano i loro capelli crespi e i lineamenti aspri un emblema delle origini del Paese, proprio come i loro amatissimi bufali.La 92a Divisione viene generalmente ritenuta come la prima divisione di colore dell’esercito americano. Tuttavia, la realtà storica è alquanto diversa e complessa. Truppe di neri hanno combattuto per l’America fin dalle origini. Crispus Attacks, un afroamericano, è stato il primo a cadere nel massacro di Boston del 1770. La nona e la decima cavalleria, composte esclusivamente da uomini di colore, si sono fatte onore nei giorni della Frontiera e nella guerra col Messico, guadagnandosi il nome di "Buffalo Soldiers" da parte dei nativi americani, che vedevano i loro capelli crespi e i loro lineamenti come un emblema delle origini del paese, come i loro amatissimi bufali. Nel corso della Guerra Civile 180.000 neri hanno indossato l’uniforme dell’Unione, mentre altri 30.000 hanno prestato servizio come operai, ingegneri e personale medico, e più di 33.000 di loro hanno dato la vita per la libertà. Dopo la Guerra Civile, Frederick Douglass ha scritto: «I negri sono stati cittadini americani tre volte nella storia: nel 1776, nel 1812 e nel 1865. Nei periodi complicati i negri erano cittadini, nei momenti di pace erano degli alieni». Ma i neri sono tornati ad essere cittadini anche nella prima guerra mondiale (ben quattro reggimenti composti solo da afroamericani) e nella seconda guerra mondiale: i decessi di americani bianchi erano arrivati a cifre spaventose e la Germania stava perdendo, ma non era assolutamente stata sconfitta in Europa, mentre in Italia si era arrivati alla guerra civile. In questa situazione difficile, l’America gettò in campo 15.000 rappresentanti del suo “Problema Nero”.
I Buffalo Soldiers
La 92a Divisione faceva parte della Quinta Armata ed era composta da 15.000 soldati afroamericani che prestarono servizio in Italia dall’agosto del 1944 al novembre del 1945. La 92a Divisione era composta inizialmente da tre reggimenti: il 370°, il 371° e il 365°. All’apice della campagna in Italia, venne aggiunto il 366°, mentre nelle fasi finali vennero aggregati anche il 442° e il 473°, prima che la 92 Divisione venisse sciolta nel novembre del 1945.
All’inizio del 1943, con oltre 1 milione di neri impegnati nello sforzo bellico e a causa della pressione della stampa nera e di Eleanor Roosevelt, l’esercito americano decise di tentare un esperimento: vedere se i neri potevano essere utilizzati in fanteria. Sostanzialmente l’America mise il problema razziale ai piedi dei militari. I vertici militari, da parte loro, pensarono che i bianchi del Sud fossero i più adatti a comandare i soldati afroamericani, grazie alla “familiarità” che avevano con loro. La soluzione si dimostrò una ricetta perfetta per il disastro, anche se diede origine a quello che sarebbe diventato il movimento per i diritti civili. I reggimenti vennero raggruppati in quattro basi separate, per evitare la rivolta dei cittadini locali: all’epoca nessuna comunità voleva diverse migliaia di afroamericani insieme sul proprio territorio. Nonostante i tentativi dell’esercito di placare le popolazioni locali, ci sono numerosissime testimonianze di storie orribili subite da parte dei soldati afroamericani: rivolte razziali, pestaggi da parte di poliziotti locali, minacce, linciaggi, insulti e rifiuti di essere serviti da commercianti locali o da linee di autobus mentre si trovavano ai campi di addestramento. Nel maggio del 1943, l’intera Divisione venne messa insieme a Fort Huachuca, in Arizona: i soldati semplici, i sergenti, i primi e secondi tenenti erano neri, mentre i comandanti erano tutti bianchi, fino al Comandante della Divisione, il Generale Almond, un sudista cresciuto in Virginia che trattava i soldati afroamericani sulla base di un’ideologia razzista.
La 92 Divisione sbarcò a Napoli il 29 agosto del 1944 e, risalendo verso nord, venne coinvolta in numerose battaglie minori e in due maggiori: l’attacco a sorpresa contro i tedeschi il giorno di Natale del 1944 a Lama di Sotto nella Val di Serchio e il tentativo fallito di attraversare il Canale di Cinquale nel febbraio del 1945. Nell’aprile del 1945, la Divisione liberò Genova e restituì le ceneri di Cristoforo Colombo alla città.
La memoria condivisa
La 92 Divisione catturò migliaia di prigionieri nemici e nutrì decine di migliaia di rifugiati italiani. I suoi ingegneri scavarono pozzi e ripararono ponti, mentre i suoi dottori si preoccupavano dei civili malati e feriti. Molti italiani che sono sopravissuti alla guerra non hanno mai dimenticato la gentilezza e il coraggio dei Buffalo Soldiers, che hanno combattuto, e in molti casi sono morti, nelle loro case, nei loro cortili. Allo stesso modo, il coraggio e la gentilezza di molti italiani civili e partigiani, che li aiutarono talvolta a costo della vita, sono ricordi che molti Buffalo Soldiers hanno portato con sé, fino alla tomba, consapevoli che mentre i loro sacrifici non vennero riconosciuti in America, gli italiani li tennero invece nella massima considerazione.
Negli anni che seguirono alla guerra, diversi comuni italiani – tra cui Genova, Barga, Sommocolonia e Lucca – organizzarono delle cerimonie per commemorare la 92 Divisione, onorandola con targhe, parate e anche una statua vicino a La Spezia.
Negli Usa, invece, solo più di cinquant’anni dopo la fine della guerra, i soldati afroamericani vennero onorati per i loro atti eroici: il tenente Vernon Baker fu l’unico a ricevere la Medaglia d’Onore da vivo, nel 1997, quando il Presidente Clinton decorò sei soldati afroamericani. In precedenza, nessuna delle 432 Medaglie d’Onore assegnate ai veterani della Seconda Guerra Mondiale era stata mai assegnata ad uno del milione di soldati afroamericani che prestarono servizio nel conflitto.
Più di 50 anni per avviare il processo degli eccidi nazifascisti in Italia, più di 50 anni per avviare il riconoscimento ufficiale negli Usa dei sacrifici dei soldati afroamericani nella seconda guerra mondiale: davvero un oblio, e poi finalmente una memoria, che possiamo dire condivisi, al di là di ogni polemica...